Sondaggio elettorale 2011
Tags: Elezioni 2011, Elezioni amministratative 2011, Sondaggi elettorali, sondaggi elettorali 2011, Sondaggi elezioni amministrative 2011L’Istituto Demopolis ha eseguito un sondaggio elettorale su 1000 intervistati per sondare l’intenzioni di voto per le elezioni 2011
Domanda : Se si votasse oggi per le elezioni politiche, a quale partito darebbe la sua preferenza?
Le risposte sono state come segue
Il sondaggio odierno sulle intenzioni di voto, eseguita dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis, mette in risalto una situazione politica dai contorni poco chiari, in cui il Centro Sinistra arriverebbe il 41%, il Centro Destra il 42%, il terzo Polo (in calo) il 12,5%: con uno scarto tra i due principali gruppi all’incirca ad un solo punto percentuale. Se andassimo alle urne per il rinnovamento del Parlamento nazionale, il PDL di Silvio Berlusconi si piazzerebbe oggi al 28,5% (+1,5% rispetto al mese di febbraio), con la Lega di Bossi in al ribasso al 10,8%; più o meno stabili la Destra (1,2%) ed i movimenti del Sud alleati del Premier (FdS, PID, ecc) all’1,5%. Secondo il Barometro Politico di marzo dell’Istituto Demopolis, guadagnano quasi 2 punti i voti del Partito Democratico, oggi al 26%; si stabilizzano al 5,5% l’IDV e all’8,1% Sinistra, Ecologia e Libertà di Vendola, con gli altri partiti minori all’1,4%. Perde percentuali il terzo Polo, con l’UDC di Casini al 6,5%, FLI di Fini al 4,9%, l’API all’1,1%. Poche variazioni per gli altri partiti: 0,5% per l’MpA di Lombardo, 1,1% per la Federazione della Sinistra, 1,9% per il Movimento 5 Stelle. Rimane alto, all’incirca al 25%, il partito del “non voto”, il numero di quanti, incerti o delusi, resterebbero a casa nell’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne. “La sostanziale parità tra le due principali coalizioni – afferma il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – renderebbe aperta, in caso di elezioni, la competizione per la guida del Paese, offrendo nuove chances al Centro Sinistra, a condizione che si dimostri in grado di superare la permanente conflittualità interna, nei programmi, nella leadership e nelle alleanze”.
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