Il precedente sistema elettorale Italiano

La Legge Mattarella prende il nome dal suo relatore, Sergio Mattarella, fu il risultato del referendum del 18 aprile 1993, con l'approvazione delle leggi 4 agosto 1993 n. 276 e n. 277, che introdussero in Italia per l'elezione del Senato e della Camera dei deputati un sistema elettorale sostanzialmente maggioritario a turno unico.
In precedenza vigeva il sistema proporzionale fin dal 1948.

Il sistema prevede l'attribuzione del 75 per cento dei seggi mediante il maggioritario, in collegi uninominali a turno unico e a maggioranza semplice, e del 25 per cento con il proporzionale tra liste concorrenti. Comprende 475 collegi uninominali che contribuiscono alla elezione di un deputato, mentre i restanti 155 seggi della Camera dei Deputati sono assegnati attraverso i voti espressi sulla scheda relativa al proporzionale (tale ripartizione avviene dopo aver sottratto dal totale dei voti i voti ottenuti dalle liste vincitrici nel maggioritario in modo da favorire la rappresentatitivà proporzionale. Requisito unico per l'accesso al proporzionale era il superamento della quota dle 4%.

Il sistema elettorale così strutturato favorisce l'aggregazione dei partiti in coalizioni al fine di vincere la gara del maggioritario nei collegi uninominali.

Sostituita nel 2005 dalla Legge Calderoli (definita Porcellum dal suo stesso promotore), la legge Mattarella dette l'avvio alla Seconda Repubblica.

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