Il sistema elettorale Italiano
La legge elettorale attualmente in vigore, dal dicembre 2005, ha riportato il sistema elettorale italiano al sistema proporzionale ma con un premio di maggioranza non certo e diverso tra Camera e Senato.
Per la Camera, se si escludono i seggi dedicati agli italiani all'estero e alla Valle d'Aosta, i partiti possono coalizzarsi fra loro e devono raggiungere il 10% dei voti validi per accedere al diritto di assegnazione dei seggi e almeno una lista della coalizione deve ottenere un minimo del 2%. Ogni lista delle coalizioni che non raggiunge il 2% subisce uno sbarramento e in maniera proporzionale i voti si dividono tra le liste della coalizione che superano lo sbarramento. Il premio di maggioranza spetta alla coalizione che raggiunge la maggioranza relativa e consiste in 340 seggi.
Per il Senato il procedimento è simile, con soglie diverse (3% minimo per la lista e 20% minimo per la coalizione) ma il premio di maggioranza è su base regionale.
Cioè, regione per regione, è la lista o coalizione che nella regione raggiunge la maggioranza relativa, che ottiene il diritto al premio di maggioranza che consiste nel 55% dei seggi, però solo se con il criterio proporsionale se ne otterrebbe di meno.
Questa legge non garantisce la governabilità e permette a coalizioni diverse di beneficiare del premio di maggioranza, quindi è possibile che la maggioranza al Senato sia rappresentata da una coalizione diversa rispetto alla Camera.
Per questo motivo, Calderoli, promotore della legge stessa, l'ha definita "Porcellum".