Il sistema elettorale Americano

Negli USA il sistema elettorale è maggioritario semplice o plurality.
Il candidato che raggiunge la maggioranza semplice del seggio ottiene la vittoria.
Il candidato è più importante del partito di appartenenza visto che spesso si creano le "issue based" o "basato su situazioni", cioè localmente candidati anche dello stesso partito competono con posizioni anche molto diverse su questioni particolari, sia esse locali o generali come ad esempio l'essere pro o contro l'aborto.
La larga maggioranza dei collegi americani sono uninominali o "single member district".
I collegi multinominali o "multi-member district" furono eliminati perchè ritenuti incostituzionali ai sensi del 14° e 15° emendamento.
Nel 1951, molti collegi plurinominali svantaggiavano mineranze di neri a favore di bianchi e per questo il Voting Rights Act del 1965 eliminò tutti quei collegi.
Agli inizi del 1998 erano rimasti 13 stati ad avere collegi plurinominali, 13 su 50.
Per avere una rappresentanza è spesso richiesta una percentuale di voti di circa il 37,5% il che finisce per essere qualcosa di simile ad uno sbarramento.
Poichè esistono stati piccoli poco popolati e stati grandi, ogni stato elegge un numero di rappresentanti pari alla radice cubica degli elettori.
Negli Stati Uniti ci sono circa 290 milioni di persone ma esistono 435 eletti per cui gli elettori dovrebbero essere 80 milioni, per cui, se non fosse diviso in stati, di cui alcuni molto piccoli, la rappresentanza dovrebbe essere di 661 eletti.
Il presidente viene invece eletto a maggioranza relativa, un solo vincitore indipendentemente dal numero dei partiti. E' il sistema con il più forte effetto di riduzione sul multi-partitismo e sulla proporzionalità in genere, in particolare nel caso Stati Unitense, privo anche dell’effetto moderatore del ballottaggio.

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